Botulismo alimentare

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Il botulismo alimentare è una malattia causata dalle tossine prodotte dal batterio Clostridium botulinum.

L’infezione si verifica in seguito all’ingestione di cibi contaminati con la tossina botulinica. Le conserve preparate in casa (per esempio la verdura sott’olio) sono una delle vie di trasmissione più frequenti, ed in Italia nel periodo 1994-1998 si sono verificati oltre 180 casi (per ulteriori informazioni anche sulla situazione europea segnaliamo gli articoli su Eurosurveillance, Vol. 4 N° 1, gennaio 1999).

Il botulismo non si trasmette da persona a persona e può manifestarsi in tutti i gruppi d’età.

I sintomi compaiono mediamente entro 12-36 ore dall’ingestione del cibo contaminato, anche se il periodo di incubazione può variare da 2 ore a 8 giorni.

I sintomi includono difficoltà di visione (vista annebbiata o diplopia), ptosi palpebrale, difficoltà nella deglutizione e nell’articolazione del linguaggio, secchezza delle fauci, debolezza in vari distretti muscolari che si diffonde dall’alto verso il basso.

La paralisi dei muscoli respiratori può portare ad un arresto respiratorio e alla morte, a meno che venga instaurata una respirazione assistita (ventilazione meccanica).

Il trattamento è basato sulla somministrazione tempestiva dell’antitossina, che è efficace nel ridurre la severità della sintomatologia. La maggior parte dei pazienti va incontro a guarigione dopo settimane o mesi di terapia di supporto.
L’antitossina botulinica è disponibile presso il Ministero della Sanità.

La prevenzione consiste nell’evitare di consumare conserve maleodoranti e/o che presentino contenitori rigonfi.

Il botulismo alimentare è considerato una possibile arma biologica perché i cibi potrebbero venire deliberatamente contaminati con la tossina.

 


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Ultimo aggiornamento di questa pagina: 21 giugno 2004.